Da ValleyLife Agosto 2008
Epifanico incontro con la troupe familiare di Legno e Colore, una bottega artigiana che fa della sperimentazione e del rilancio estetico la sua missione. Una famiglia unita nel cuore e nello spirito dove ognuno, come in una cellula della Repubblica di Platone, scandisce i propri atti nella certezza della sua funzione e dove l ’estro, la creatività ed il genio prammatico si rincorrono liberamente. In perfetta linea con la vec-chia guardia tifernate, quella autentica, di schietta base con-cettuale e necessaria sfrontatezza, Legno e Colore e ima bottega artigiana che tende al meraviglioso. Nata dal sacrifi-cio congiunto di Elio Mariucci ed Emanuela Bastianoni nel ’78, muove i suoi primi passi nel restauro e la ricostruzione ne di mobili antichi. Poi, nei primi anni ’80, Introduzione del colore quale elemento dominante; acquista la sua autonomia formale nel concetto di pitture diverse mentre avanza la ricerca del geometrico, si indagano i rapporti e le pro porzioni di modelli complementari od antagonisti. Nel tempo il mobile si è arricchito di cromie e temi figurativi ma si é semplificato nella struttura.
L’essenzialità delle sue geometrie, a favore di linee più massicce e squadrate, ne conferisce presenza auto- sufficiente; un corpo progettuale assolutamente vivo, nel- le case più disegnate o audaci quanto nella tradizione colonica tra pietre e terrecotte. Elio Mariucci, uomo noto nella sua città per la politica delle Arti Nobili - basti per ora ricordare la sua adesione al gruppo Artefare e l’imminente mostra Wiinderkammer, a Palazzo Bufalini - ha lavorato per anni nel mondo tipografico prima di tornare alla sua passione per il legno; dopo aver appreso le regole del gioco, la tecnica a fondamento della disciplina, ha intrapreso un cammino a braccetto tra pittura e falegnameria. Con sé la grinta di una grande donna, la moglie Emanuela che, lasciato il lavoro in fabbrica, lo segue nell’impresa di famiglia, reggendo do le sue fatiche ad oltranza. La nuova generazione - la figlia Veronica Mariucci assieme al marito Antonio - ha reso razionale ed efficiente la produzione.
La stessa Veronica ci racconta la sua esperienza in laboratorio: “Ho cominciato subito dopo il Liceo ed ho seguito mio padre nello studio del colore e nella tecnica decorativa. Oggi sono fiera delle mie proposte originali e mi avvalgo del lavoro di Antonio in falegnameria. Il suo apporto nella costruzione del mobile é essenziale, permette alle nostre idee di trovare un giusto meno”. Parimenti il fratello Nicola Mariucci, webmaster e grafico pubblicitario, da lustro alla comunicazione ed all’immagine aziendale. La storia di Legno e Colore ha attraversato diverse età ed ha seguito 1’evoluzione tecnica del legno: “Prima si confidava nel pregio dei materiali. Oggi il legno é tecnico, sicuro; cosi la sperimentazione é divenuta libera, senza vizi sostanziali. Per questo tutti i nostri pezzi sono assolutamente unici, dei prototipi”. Tra le glandi commesse ed i lavori di prestigio, una collaborazione iniziale esclusiva per la celebre casa di tessuti Mastro Raphael e, nei primi anni ’90 soluzioni strutturali e d’arredo per il Castello antognolla; a stretto giro inoltre, la villa e lo show-room della famiglia Gritti nella Valle del Niccone.
Ed ancora porte, mobili e complementi per il bellissimo complesso padronale di Bastia Creti. Il laboratorio vanta ordini da ogni dove, da Londra a Dubai, un apprezzamento universale per questa piccola bottega che riceve attenzione mediatica per la sua opera di persuasione culturale. Nonostante la fortissima componente estetica taluni meccanismi non possono cambiare: “Benché la scintilla creativa si accenda in laboratorio, con le nostre elaborazioni, il lavoro é concordato del tutto con la committenza.
L’accordo tra liberta ed esecuzione tecnica é fondamentale”. Il legno usato é in gran parte abete e a tre strati, di provenienza austriaca. Il colore é invece steso a tempera acrilica, trattata con prodotti naturali all’acqua per garantire stabilita e durata. Fattori di unicità estrema, maniglie e manopole poste su tiretti e cassettoni, sono elemento di identità assoluta: realizzate in ceramica, con parti di macchinari, vecchi rubinetti e lampadari, ottoni, vetri ed utensili in disuso. Il mobile artistico di Legno e Colore é un pezzo assolutamente unico mentre la maniglia rappresenta l’elemento normativo e fondante.
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